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P-Force

Solubilizzante del fosforo bloccato nel terreno

Speciali

  • Fosforo reso prontamente solubile
  • Riduzione delle dosi della concimazione fosfatica standard
  • Aumento delle rese produttive
  • Stimola meccanismi di induzione di resistenza

Consentito in agricoltura biologica

P-FORCE oltre ad essere un solubilizzante del fosforo è un promotore della crescita delle piante poiché sintetizza auxine e citochinine.

P-FORCE: è tutta una questione di rendimento

Si applica in fertirrigazione

  • Rende disponibili gibberelline, aminoacidi, proteine e vitamine
  • Facile disponibilità
  • Facile applicazione
  • Riduzione del 50% dell'uso di fertilizzanti fosfatici
  • Non inquinante

Complesso dei batteri del P-Force

Composizione

Complesso di batteri in grado di solubilizzare il fosforo insolubile accumulato nel terreno.

Formulazione

Liquido

APPLICAZIONI AL TERRENO: 2 lt/ha di P-Force in fase di trapianto.

TRATTAMENTO DEI SEMI: 10-15 ml per kg di seme.

Flaconi da 1 lt (cartone 12 pz)
Taniche da 5 lt (cartone 4 pz)

APPROVATO PER L'AGRICOLTURA BIOLOGICA
Certificato da ECOCERT

ECOCERT è un organismo di certificazione biologica, fondato in Francia nel 1991. ECOCERT ha la sua sede principale in Europa, ma effettua ispezioni in più di 80 paesi, ed è una delle più grandi organizzazioni di certificazione biologica in tutto il mondo.

QUANDO I FERTILIZZANTI FOSFATICI SONO APPLICATI AL SUOLO, OLTRE IL 70% DIVENTANO INSOLUBILI

I fertilizzanti fosfatici sono applicati al terreno per reintegrare le esigenze di fosforo. Tuttavia, una grande porzione di Fosforo inorganico applicato al terreno come fertilizzante è immobilizzato rapidamente e diventa non disponibile per le piante. La scarsa mobilità del fosforo inorganico è dovuta principalmente all’elevata reattività degli ioni fosfato nei confronti di numerosi costituenti del suolo ed al loro conseguente forte adsorbimento. Solo una marginale porzione di fosforo del suolo è presente in soluzione come ione fosfato [H2PO4-; HPO42-] sebbene in suoli fortemente fertilizzati gli ioni fosfato possano raggiungere elevate concentrazioni, nella maggior parte dei suoli la loro concentrazione nella soluzione si trova in un range micromolare, compreso tra 0,1 e 10 mM. Queste concentrazioni sono decisamente basse rispetto ai fabbisogni ottimali per le piante che possono raggiungere valori di decine di mM per la maggior parte delle colture di interesse agrario.  È fondamentale sfruttare il Fosforo accumulato nel terreno, riducendo il consumo di fertilizzanti perché la maggior parte dei fertilizzanti P sono ottenuti da rocce fosfatiche.La solubilità è strettamente dipendente dalla specie chimica che neutralizza i residui dell’acido fosforico e, come si è detto in precedenza, il fosforo va incontro a insolubilizzazione: nei terreni acidi sotto forma di fosfati di ferro e alluminio, in quelli basici per alcalinità costituzionale sotto forma di fosfato neutro di calcio.  Per convenzione il contenuto in fosforo è espresso in termini di anidride fosforica (P2O5) nella letteratura, nelle analisi chimiche e nella formulazione dei concimi, ma sono frequenti anche i dati espressi in fosforo puro.  Per uniformare i valori e renderli comparabili si deve applicare il rapporto stechiometrico tra fosforo e anidride fosforica. Per convertire l’unità di fosforo in unità di anidride fosforica si dovrà moltiplicare il valore per il coefficiente 2,29.

Classificazione dei terreni in base al tenore di P2O5 e P (metodo Olsen)

VALUTAZIONE P2O5 ass. (ppm)   VALUTAZIONE P ass. (ppm)
Povero meno di 10   Scarso 5 - 11
Mediamente dotato 10 - 20   Sufficiente 11 - 16
Ben dotato 20 - 40   Buono 16 - 25
Ricco oltre 40   Elevato oltre 25

 

Rocce fosfatiche utilizzate per la produzione dei concimi fosfatici.

 

Il fosforo rappresenta uno dei principali fattori limitanti per la crescita delle piante. Nonostante la sua polivalenza, il fosforo è presente come anione ortofosforico in tutti i composti minerali ed organici presenti nel suolo e nella biomassa microbica, e come tale viene assorbito e traslocato nella parte epigea dei vegetali. Il fosforo nelle piante svolge importanti funzioni plastiche ed energetiche: 

  • è componente essenziale nelle molecole di ADP e di ATP che forniscono energia per tutte le reazioni biochimiche della pianta
  • partecipa alla costruzione delle membrane biologiche.

PROVA SPERIMENTALE ESEGUITA DAI TECNICI DELL'A.R.R.S.A. DI LOCRI (RC)

OGGETTO DELLA PROVA

Valutare l'efficacia di P-Force applicato nel territo italiano confermando tutta la documentazione sperimentale e in pieno campo fatte in tutto il mondo.

La prova con P-Force ha confermato i risultati, in termini di incrementi produttivi.

Dalla prova è emerso inoltre che il P-Force stimola la produzione di sostanze alla base dei meccanismi di induzione di resistenza sistemica di alcune fitopatie.

SPERIMENTAZIONE 2012
Coltura Zucchino
Ubicazione Locri ( RC)
Giacitura pianeggiante
Altitudine 50 m.s.l.m.
Terreno Franco-argilloso
Cultivar SHOROUQ-CARISMA
Densità Fila singola a 30 cm
Trapianto 13-07

I fosfati con riferimento alla nutrizione delle piante possono essere suddivisi in tre frazioni:
  • Fosfati solubili presenti nella soluzione del suolo
  • Fosfati del “pool labile” (fosfati allo stato solido o trattenuti sui colloidi del suolo, in equilibrio con la soluzione tellurica)
  • Fosfati del “pool non labile”.

Il “pool labile” consiste di fosfati adsorbiti sugli scambiatori del suolo, ed in equilibrio con i fosfati in fase liquida. Fosfati adsorbiti e fosfati presenti in soluzione si trovano in equilibrio dinamico.  I fosfati che gradualmente vengono assorbiti dalle radici delle piante sono compensati da quelli che si allontanano dalle superficie degli scambiatori.

Il “pool non labile” comprende i fosfati insolubili che solo molto lentamente possono essere rilasciati nel “pool labile”.

Apatiti, fosfati di ferro e di alluminio e composti organici del fosforo, sono i principali costituenti di questa frazione. Nel tempo, gli ioni fosfato adsorbiti tendono ad evolvere in strutture cristalline con conseguente forte limitazione della mobilità del nutriente.

Parte del “pool labile” viene trasferita nel “pool non labile”.

Suddivisione dei fosfati presenti nel suolo in tre frazioni cartterizzate da diversa disponibilità per le piante (modifi cata da Mengel e Kirkby, 1978).

SEMPLIFICAZIONE DEL CICLO DEL FOSFORO

LA SOLUBILITÀ DEI FOSFATI È REGOLATA DAL PH

Il fosforo è nella forma più disponibile per la pianta quando il pH è compreso tra 6 e 7. In caso di pH maggiore, il fosforo precipita. A pH più basso, il fosforo tende ad essere assorbito nel terreno da composti di Ferro e Alluminio.

CARENZA DI FOSFORO PER LE PIANTE

  • Il sintomo più evidente della carenza di fosforo è dato dalle foglie che assumono un colore verde-bluastro opaco con sfumature porporine o bronzee
  • Spesso anche le nervature fogliari sono pigmentate
  • La fisiopatia ha un andamento acropeto cioè dal basso verso l’alto


Carenza di Fosforo su foglia di vite.

 

Carenza di Fosforo su foglia di tabacco.

 

Carenza di Fosforo su pianta di pomodoro.